Non è più Giorgetto Giugiaro, ma Walter De' Silva "l' italiano che ha supervisionato lo stile della nuova Golf; anzi, per essere precisi, la Golf VI ha come “padre ufficiale” il responsabile del design del marchio Volkswagen, Klaus Bischoff, ma ha conosciuto il contributo di un altro italiano Flavio Manzoni, responsabile del "creative design" Volkswagen e quindi, di fatto, dei futuri orientamenti stilistici del marchio e dell'intero gruppo
E' inevitabile che la nuova Golf ricordi la serie precedente, la quinta, di cui mantiene numerosi elementi, a cominciare dalla piattaforma e dalla struttura di base; tuttavia l'aspetto è stato differenziato sulla base di alcuni principi stilistici enunciati inizialmente con la cosiddetta New Small Family .

In generale, c'è il ritorno alle linee orizzontali, abbandonando la "verticalità" delle Volkswagen di penultima generazione, la ricerca di uno stile più razionale e "preciso", eliminando eccessi di sportività o di leziosità che non fanno parte del DNA del marchio C'è anche un richiamo più o meno esplicito a soluzioni di design fantasioso ma geometrico, spesso di scuola italiana .
Nello specifico, troviamo la mascherina orizzontale, citazione dalle Golf del passato e quasi un restyling di quella della IV serie, più "importante" e con i fari inclinati dal maggior dinamismo. La fiancata sfoggia invece una linea di cintura non troppo alta e con piega marcatamente a cuneo, evoluzione dell'accenno di spigolo nella coda della V serie. Nel posteriore è stato abbandonato lo scudo tondeggiante con la parte inferiore nera a beneficio di linee ricercate ed eleganti, ancora una volta più "orizzontali". Una cura del dettaglio, e una ricerca di "linee e angoli ben definiti" e "spazi concavi e spazi convessi sapientemente proporzionati e precisi", secondo la definizione di De' Silva, che è in sintonia con i principi costruttivi e “filosofici” del marchio